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La carie dentaria è un problema relativamente moderno. I batteri che banchettano sui vostri denti potrebbero aver avuto origine nella bocca di un roditore, e trovato la loro strada per i nostri denti, grazie all'agricoltura

La prossima volta che aspettate il vostro turno per sedervi sulla poltrona del dentista, perché non lasciate che la vostra mente si concentri su qualcosa di interessante? Ecco un tema rilevante: nell'antichità la carie era un evento molto raro. I nostri primi antenati, tra cui l’uomo di Neanderthal, non hanno quasi mai sofferto di carie.

In realtà, per le nostre regolari sedute dal dentista possiamo ringraziare, non alle cattive abitudini alimentari, ma i recenti cambiamenti dei batteri che abitano ora le nostre bocche, e forse anche le bocche dei ratti! Questo dice una recente ricerca pubblicata su Scientific American.

Tutti noi siamo portati a pensare che la carie sia un fatto inevitabile della vita; anche gli antichi egizi, infatti, praticavano l’odontoiatria. Ma lo studio dei denti umani suggerisce che prima che i nostri antenati portassero avanti lo sviluppo dell’agricoltura ed iniziassero la coltivazione di piante per il cibo, le carie erano un evento molto raro. La carie, a quanto pare, si sono sviluppate solo dopo che abbiamo cambiato il nostro stile di vita e da cacciatori e raccoglitori di frutta, siamo diventati agricoltori.

Nuove prove a supporto di questa teoria, arrivano dal prof. Omar Eduardo Cornejo Ordaz, un ricercatore post-dottorato presso la Stanford School of Medicine , ed altri suoi colleghi confermano questa sua ipotesi. Hanno analizzato i genomi di diversi ceppi del batterio prevalente che provoca la carie, lo Streptococcus mutans, per determinare quando i nuovi geni si siano evoluti in questa nuova specie e nelle sue derivazioni. Le analisi statistiche del team suggeriscono che la popolazione dei batteri abbia iniziato ad espandersi in modo esponenziale circa 10.000 anni fa, il che coincide in maniera molto chiara, con la nascita dell'agricoltura.

Ma come ha fatto l'agricoltura ad innescare la rivoluzione della carie?

Il prof.Cornejo Ordaz pensa che, anche se l'agricoltura ha portato un miglioramento delle condizioni di vita, ha portato anche gli esseri umani e i ratti ad avere dei rapporti di relazione molto più stretti rispetto a quanto fossero in un'antico passato. Secondo il prof. Cornejo Ordaz, <<La specie più strettamente connessa a questa mutazione genetica è lo Streptococcus Ratti, ed il suo ambiente naturale è probabilmente la bocca del topo. Il resto è facile da immaginare>> dice ancora lo scienziato << quando la densità di popolazione è aumentata dopo la scoperta dell'agricoltura, si ha avuta una maggiore possibilità di un cambiamento nell’accoglienza di questo ceppo batterico e da qui è nato lo sviluppo di una nuova specie.>>

Altri ricercatori concordano sul fatto che il passaggio all'agricoltura si sia dimostrato, infine, dannoso per la salute dentale di numerose società. Il prof. George Armelagos, antropologo della Emory University, ha studiato i denti da 39 scheletri fossili trovati a Wadi Halfa, nel Sudan, ed ha stimato la prima apparizione della carie umana tra 8.000 a 11.000 anni fa. I risultati, pubblicati on line il 10 dicembre 2012 su Molecular Biology and Evolution, suggeriscono che quando i popoli nubiani che vivevano nel nord del Sudan e nel sud dell'Egitto sono passati all’agricoltura intensiva, l'incidenza della carie nella popolazione è passata dall' 0,8% a quasi il 20%.

Non tutti i ricercatori, però, concordano con l'ipotesi dei ratti. Il prof. Peter Brown, paleoantropologo presso l'Università del New England in Australia, pensa che la comparsa della carie riguardi essenzialmente l'inserimento dello zucchero nella dieta umana <<Si deve pensare alla distribuzione di ratti e carie, sia in termini di spazi geografici che in termini di tempo>>, dice Brown <<In Australia la carie ha fatto la sua comparsa in concomitamza con l'introduzione di zucchero e farina tra le comunità aborigene. In Giappone, durante il periodo Edo, la classe dei samurai aveva una cura relativamente scarsa della loro salute orale, in quanto usavano frequentemente nella loro alimentazione zuccheri e carboidrati raffinati; ma la gente comune aveva un'incidenza molto bassa di carie (non aveva infatti accesso all’uso di zuccheri o carboidrati raffinati), nulla a che fare, quindi, con il contatto con i topi.>>

Qualunque sia l'origine della carie, i risultati di queste ricerche ci danno qualcosa su cui riflettere quando ci troviamo nella sala d’attesa di un dentista.

La redazione del Blog di Studio Ruggirello

Fonte “Scientific American” - By Karl Gruber

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