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L’analisi della SIdP (Società Italiana di Parodontologia) che lancia la campagna di prevenzione “Per sorridere insieme”.

Secondo stime del tribunale dei Diritti del Malato oltre 50mila italiani ogni anno hanno dei problemi a seguito di interventi di chirurgia parodontale o implantologica, con costi aggiuntivi che possono superare i 100 milioni di euro fra le spese per la seconda operazione e le giornate di lavoro perse. Preoccupa gli esperti il fatto che in Italia sia sempre più diffusa la chirurgia dentale low cost, dove vengono utilizzati impianti privi di valida documentazione scientifica e dispositivi di fascia medio-bassa che possono costare anche quattro volte meno rispetto ai prodotti scientificamente collaudati e di maggiore qualità. Un risparmio che poi si traduce in spese che aumentano del 50% o addirittura del doppio, quando si è costretti a reintervenire, perché gli impianti di scarso valore spesso non sono inseriti nel registro dei dispositivi medici e aumentano quindi il rischio di complicanze che rendono necessario un secondo intervento.

Per ridurre gli errori in chirurgia odontoiatrica e migliorare gli esiti degli interventi, la Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP) promuove la campagna “Per sorridere insieme”, in tutto il Paese, proponendo l'adozione della nuova checklist di sala operatoria SIdP, sulla scorta di quanto fatto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità per le altre operazioni di chirurgia. “Le checklist di sala operatoria hanno ridotto la mortalità e migliorato gli esiti ovunque siano state introdotte e lo stesso accadrà con la checklist per la chirurgia odontoiatrica. Per la prima volta al mondo – dice Maurizio Tonetti, Presidente SIdP - è stata stilata una checklist ‘su misura’ per la chirurgia dentale e, come i piloti d'aereo, i dentisti avranno 35 punti “critici” da controllare prima, durante e dopo l'operazione per assicurarsi che i pazienti vengano curati al meglio e i rischi siano ridotti al minimo. Così una migliore organizzazione e formazione dell’intero studio dentistico può ridurre la quota di insuccessi senza aggravi di costo. Spesso infatti le complicanze non si verificano per un errore grave, ma per il sommarsi degli effetti negativi di alcune piccole “sviste” che la checklist aiuta a evitare, prendendo in considerazione tutti i momenti chiave dove è più probabile sbagliare, ad esempio una valutazione diagnostica incompleta o semplicemente effettuare un intervento senza avere le immagini radiografiche direttamente visibili”osserva Tonetti .

Il progetto SIdP prevede anche l'avvio di 100 corsi gratuiti  che si terranno nelle principali città del Paese, attraverso cui aggiornare sui temi chirurgici e proporre un nuovo modello organizzativo per gli studi dentistici; i corsi saranno rivolti soprattutto ai 18mila dentisti italiani che, in circa 24mila studi professionali, si occupano direttamente di chirurgia parodontale e implantare.

Ogni anno sono circa un milione gli interventi di chirurgia orale eseguiti in Italia: in maggioranza si tratta di implantologia (570mila) e chirurgia parodontale (255mila) e circa il 70% dei 35mila studi dentistici offre prestazioni chirurgiche, per una spesa complessiva che supera 1,3 miliardi di euro l'anno. “Gli odontoiatri italiani sono fra i migliori al mondo e la chirurgia parodontale e implantare eseguita in condizioni ottimali è molto efficace e in grado di cambiare in positivo la vita a moltissimi pazienti. E’ però difficile scegliere e applicare gli approcci più moderni e idonei, e anche questo – insieme alla difficoltà di operare in una zona delicata e molto contaminata dalla presenza di batteri - fa sì che un numero importante di interventi possa avere complicanze o esiti diversi dall'atteso” – spiega Tonetti.

I dati mostrano che gli interventi che più spesso danno problemi sono quelli implantologici nella zona estetica della dentatura (60%), la chirurgia implantologica con rigenerazione ossea o la chirurgia plastica parodontale (41%) e la parodontologia rigenerativa e la chirurgia implantare semplice (30%). I motivi che più spesso portano a una seconda operazione sono problemi estetici (62%), la perdita dell'impianto o del dente (41-46%), le infezioni (37%). “Purtroppo quando si interviene una seconda volta i costi salgono: si stima che complessivamente l’aggravio di costi possa superare i 100 milioni di euro – dice Tonetti – Nel 91% dei casi per la seconda operazione si spende di più, nel 58% dei pazienti il conto aumenta della metà, in quattro su dieci addirittura raddoppia. Senza contare i fastidi per i pazienti, dalle giornate di lavoro perse al dolore, connessi agli interventi. Tanto che il 20% dei nostri pazienti preferirebbe evitare la chirurgia proprio perché ha sentito da amici e conoscenti della possibilità che qualcosa vada storto. Questa percezione sbagliata rischia di allontanare una fetta importante della nostra popolazione dalle terapie più moderne e efficaci che possono davvero fare la differenza”.

Per migliorare gli esiti degli interventi, la campagna “Per sorridere insieme” oltre all’adozione della nuova checklist ‘salvaerrori’, pone l’accento sull’importanza dell’aggiornamento. “Il nostro progetto intende sottolineare l’impegno in formazione continua degli odontoiatri italiani, uno sforzo necessario per essere sempre pronti ad affrontare le sfide di una professione divenuta sempre più tecnologica: i dispositivi e le tipologie di intervento in uso oggi erano sconosciuti fino a pochi anni fa; è perciò necessario un aggiornamento attento e costante per poter offrire il meglio ai nostri pazienti, sapendo scegliere fra i dispositivi sul mercato così da privilegiare non solo il risparmio, ma anche e soprattutto la sicurezza e la buona riuscita degli interventi”.

Infine, un altro aspetto apparentemente banale ma molto importante è quello di operare in una bocca pulita: l’igiene orale, il controllo delle infezioni (in primo luogo quelle dei denti e delle gengive) e la disinfezione della bocca prima di procedere sono ormai routine consolidata. “E’ infatti necessario che anche in vista di un intervento chirurgico odontoiatrico il paziente metta in pratica con grande attenzione i suggerimenti su come migliorare l’igiene orale quotidiana adottando le tecniche e le tecnologie più moderne e efficaci e che nel post-operatorio si attenga a una serie di istruzioni semplici, ma di grande importanza per prevenire possibili complicanze infettive che sono la causa più frequente di insuccesso” conclude Tonetti. A cura di Studio Ruggirello 

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