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Il passaggio dei lattanti dalla semplice ripetizione di singole sillabe, come "ba ba ba", alla loro combinazione in sequenze sempre più complesse, è lento e graduale e non avviene semplicemente per tentativi ed errori, ma segue precisi schemi, gli stessi identici schemi che si manifestano negli uccelli canori che imparano a cantare. La natura ha voluto che li uccelli canori e i bambini seguissero lo stesso schema per imparare a sillabare e cantare.

Le nostre capacità di comunicazione vocale si sviluppano seguendo schemi di apprendimento fortemente conservati nel corso dell'evoluzione e comuni ad altre specie. A stabilirlo è una ricerca condotta da un gruppo di psicologi e neuroscienziati della City University of New York e pubblicata su "Nature" che ha messo a confronto i processi di acquisizione delle capacità di articolare il linguaggio nei lattanti e di modulare il canto negli uccelli.

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Negli uccelli canori, così come linguaggio umano, la comunicazione è composta attraverso la disposizione in sequenze particolari di alcuni elementi vocali di base, o sillabe. Dina Lipkind e colleghi hanno dapprima addestrato alcuni piccoli di diamante mandarino (Taeniopygia guttata) e di passero del Giappone (Lonchura striata domestica) a imitare un canto, quindi li hanno esposti a un altro canto composto dalle stesse sillabe, il cui l'ordine era però alterato rispetto al canto precedente. Seguendo il processo di acquisizione delle varianti nella disposizione delle sillabe, i ricercatori hanno identificato un modello statistico in grado di dar conto di gran parte della struttura del canto.

Successivamente i ricercatori hanno esaminato lo sviluppo della sintassi fonetica del balbettio infantile, o lallazione. Secondo alcune teorie, lo sviluppo inizierebbe dal semplice raddoppio di sillabe (per esempio, “ba ba ba”) per acquisire progressivamente un repertorio di variazioni sempre più articolato (“ba, bu, ghe”): Altri hanno invece sostenuto che i piccoli della nostra specie sono in grado di riorganizzare sillabe con relativa facilità molto precocemente.

Dalle analisi condotte, Lipkind e colleghi hanno potuto rilevare che il passaggio della duplicazione delle sillabe da un'alta frequenza a una bassa si verifica molto lentamente, nel corso delle 20-30 settimane successive alla loro comparsa. In particolare, le sillabe via via acquisite all'inizio tendono a essere semplicemente ripetute e a presentarsi al margine (inizio o fine) di sequenze di vocalizzazioni di sillabe già apprese, e solo in seguito appare una graduale transizione a loro uso frammischiato ad altre sillabe.

L'analisi statistica delle frequenze delle diverse occorrenze delle sillabe ha poi mostrato di rispecchiare lo stesso modello identificato per gli uccelli canori. Inoltre, dato che molte delle possibili transizioni fra sillabe si presentano con una frequenza pressoché nulla, l'acquisizione degli accoppiamenti fra sillabe diverse non segue un semplice processo casuale per tentativi ed errori. Lo sviluppo della diversità combinatoria sembra piuttosto ricalcare - osservano i ricercatori – lo sviluppo delle capacità di controllo di sequenze di movimenti.

Ricerca pubblicata su "Nature".

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