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La nostra salute è condizionata da molte variabili. Nel mondo moderno siamo portati a curare il nostro corpo ma ad occuparci troppo poco della nostra psiche o se preferite "della nostra anima". L'equilibrio tra corpo è psiche è segno di salute e del benessere di un'individuo. A volte ci capitano periodi in cui ci sentiamo molto stanchi, o privi di energia e magari siamo portati ad ammalarci più spesso; pensiamo a prendere delle vitamine in più, magari a nutrirci meglio ma raramente pensiamo che il nostro modo di vivere le relazioni sociali può influire sul nostro umore, sulla nostra felicità e di conseguenza sulla nostra salute. Una ricerca americana, pubblicata nell'ottobre 2013 e condotta su un gruppo di studenti universitari ha scoperto che tanto più si usa Facebook (ed altri social network) tanto più si prova un sentimento di svuotamento e di infelicità.

Così come diceva Aristotele, l'uomo è un animale sociale, gli esseri umani amano stare con altri esseri umani. Siamo esseri così sociali che è stato dimostrato che la semplice interazione con altre persone attiva aree del cervello analoghe a quelle legate alla soddisfazione che proviamo quando ci nutriamo con il cibo, lasciando intendere che le relazioni con altri esseri sono nutrimento per noi ed hanno lo stesso valore del cibo che ci tiene in vita.  

In questi ultimi anni però, il modo in cui le persone interagiscono è cambiato radicalmente. Gran parte dei nostri contatti non avviene faccia a faccia, ma guardando rappresentazioni telematiche digitali degli altri: Facebook è l'esempio più evidente. Questo solleva una domanda fondamentale: quali sono le differenze tra interazione on line e interazione in carne e ossa?

Una prima differenza riguarda sicuramente il tipo di gratificazione che si prova. Una relazione non può essere fatta solo di parole scritte, di immagini virtuali di sé stessi; gli esseri umani hanno bisogno di contatto, di guardarsi negli occhi, di scambiarsi quelle emozioni che vanno oltre le parole. Gli esseri umani sono esseri empatici, si sentono, percepiscono il proprio stato d'animo. Quante volte vi è capitato di sentirvi un po' sottotono e incontrando un'amico pieno di energia e di vitalità vi siete sentiti come riempiti, rinfrancati, e improvvisamente la vostra giornata è cambiata?

Le nostre relazioni, quelle reali non quelle virtuali, sono un'insieme di parole, sguardi, contatti, emozioni, che non possono essere contenute in una tecnologia, per quanto avanzata e comoda possa essere, perché tra due persone che si parlano guardandosi negli occhi scorre la vita.

Questo studio affronta una questione impellente sul modo in cui è strutturata la nostra vita sociale, e fornisce alcune suggestive prove che l'interazione sociale on line possa essere associata a un benessere ridotto. Inoltre via via che la percentuale di persone collegate al Web aumenta, cresce anche l'importanza di questa ragnatela virtuale come elemento centrale del nostro mondo sociale, aumentando il disagio nelle persone.

Quindi, anche se ci si può sentire obbligati ad augurare al collega di ufficio o al vicino di casa un compleanno molto felice su Facebook, forse sarebbe bene provare un approccio diverso. Dimenticate il messaggio su Facebook e invitatelo a bere un caffè. Fermatelo e invitatelo a cena. Vedete se vi raggiunge per una passeggiata. E' ancora da stabilire se Facebook sia davvero un problema in sé, ma l'interazione nella vita reale è sicuramente qualcosa da cui la nostra specie trae straordinari benefici sociali, e noi dovremmo fare ogni tentativo per massimizzare il nostro profitto da questa forma di socializzazione.

Il Blog di Studio Ruggirello

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