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I clienti raccontano: "Ci hanno truffati. Sono fuggiti con gli acconti dei pazienti e gli stipendi dei medici e degli impiegati".

Milano, viale Monza 79 la clinica che praticava prezzi bassi chiude senza lasciare alcuna traccia ai pazienti, avendo percepito i pagamenti da più di 4000 pazienti, molti dei quali con finanziamenti e quindi immediatamente erogati.

 Un mare d’impronte e nessuna traccia. Gli armadietti degli studi sono pieni di calchi delle dentature di mezzo viale Monza e tanta Milano. Urla e pugni picchiati e «rivoglio i miei soldi! » della gente imbestialita. Sono seimila, spiega una, nonostante tutto il trambusto, gentile dipendente alla reception, i pazienti passati negli ultimi due anni dalla «Clinica odontoiatrica ». Quattordici dentisti, dieci centraliniste e segretarie, due titolari, spagnoli, Angel Aranda Gonzalez e Carlos Munoz Penalver, entrambi di 39 anni. Dal 31 maggio non si fanno vedere e sentire (cellulari spenti). Dove sono finiti? Sono finiti, questo è certo, i soldi in cassa. Soldi frutto, anche, degli acconti versati dai pazienti. Che si ritrovano con impianti in sospeso, dentiere non consegnate, rate da pagare con finanziarie e banche che hanno anticipato il denaro.

Siamo in viale Monza 79, alla «Clinica odontoiatrica»; saracinesche abbassate, un foglio con sopra scritto «Chiuso». Qui davanti, stamane, medici, dipendenti, pazienti, tutti quanti, si ritroveranno per parlare, più che altro per fare, i dipendenti per recuperare gli stipendi che non riceveranno. Già ieri una prima delegazione è andata alla Guardia di finanza per denunciare, oggi la seconda potrebbe essere più numerosa.

Aranda Gonzalez e Munoz Penalver sono amministratori della «Milan quattro srl», società registrata alla seguente voce: «Gestione uffici temporanei e residence». Al 31 dicembre 2008, ultimo aggiornamento che abbiamo potuto leggere, i ricavi erano stati di un milione e 539 mila euro. «Milan quattro srl» si era affiliata in franchising al marchio di centri dentistici «Vital Dent». A ottobre, per inadempienze contrattuali, «Vital Dent» aveva disdetto l’accordo. Fino alla metà di novembre «Milan quattro srl» aveva continuato a operare con quel marchio, prendendosi (il 17 dello stesso mese) un esposto da «Vital Dent», che, per voce del direttore della comunicazione Jaime Varela, fa sapere: «Siamo pronti ad aiutare i pazienti in passato nostri clienti».

Il problema sono gli altri clienti, i nuovi, che da novembre sono finiti nelle mani di Gonzalez & Penalver: sono senza paracadute. Di Aranda Gonzalez c’è un riferimento geografico (residenza a Cubelles, paesino in Catalogna), mentre dell’altro no. In ufficio il duo ha lasciato una valigia. Valigia-trucco. Ricorda un’impiegata: «Arrivarono, la posarono. Dissero: "Siamo di fretta, un incontro di lavoro, poi dobbiamo ripartire. Torniamo a prenderla entro qualche ora"». Non tornarono. Nella valigia un paio di calzini e delle scarpe logore, da buttare. Raggiunta a casa sua, la responsabile del centro dentistico, un’italiana, cade giù dalle nuvole, lei pure raggirata, non sa da dove girarsi; poveretta, è al nono mese di gravidanza ed è fresca di matrimonio, sabato.

In clinica anziani e mamme aprono la bocca e mostrano voragini, mostrano ricevute di pagamenti a grosse cifre, e che tenerezza gli ignari pazienti che entrano, «buongiorno, ho un appuntamento con il dottor...», però li guardano come marziani, sono un po’ fuori luogo, fuori posto, fuori tempo, allora loro: «Scusate, per caso sono troppo in anticipo?».

Andrea Galli
Cesare Giuzzi

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